Diverse abitudini

C’è che capita di andare dal dottore per fare la visita di routine successiva ad ogni assunzione. Che in realtà dovrebbe essere precedente, che in realtà spesso usano per sapere se le donne sono incinte e chi più ne ha più ne metta mah…in ogni caso, donna non sono e la mia azienda è arrivata un cicinin in ritardo (un po’ anche per colpa mia, va detto, e ritardi da parte dell’assicurazione sanitaria a mandarmi la tessera).

Ad ogni modo, oggi sono in mezzo ai monti sud-bohemiani in visita a una nostra sede (no, non produciamo latte, anche se là ci sono in effetti più mucche che persone) e mi dicono che in quel paesino alle 13 in punto arriva il medico, e che potrei approfittarne per fare la visita senza corse particolari.

Detto-fatto, mi fiondo dal dottore alle 13 in punto. No, non è vero, arrivo in effetti alle 12:59.

Entro, e per prima cosa sento una puzza di fumo pazzesca. Penso: “Ma chi cazzo fuma in sala d’aspetto…dal dottore?”, sopratutto perchè sono da solo.

Nemmeno il tempo di rispondermi e si apre la porta dell’ambulatorio. Esce il dottore, sigaretta in mano, sull’ottantina direi.

Io: “Dobry deeeeeen” (alla praghese)

E lui, mica che saluta. Il nostro rapporto comincia così:

(in ceco) “Ma che cazzo vieni a fare all’una? Io mangio all’una!”
(a dire il vero non ho capito bene ma il suo linguaggio del corpo diceva esattamente così)

“Ehm… mi scusi…è che…mi han detto di venire all’una…”

“E io devo mangiare all’una!”.

“Mmm…ok, nessun problema, quanto devo aspettare?”
(Note to myself: in Rep. Ceca se non ti armi di tanta, santa pazienza, non esci sano di mente da istituzioni varie)

“15-20 minuti”

“Beh, ok, aspetto”.

Esce. Passano in effetti 10 minuti e ritorna con in mano…una mela. Entra in ambulatorio, richiude la porta dietro di sé e nel giro di 2 minuti sento il ticchettio familiare di coltello e forchetta. Sta magnando. Non so cosa, ma magna.

Eh vabbé, chissenefrega. Aspetto, aspetto, aspetto. Dopo altri 10 minuti mi chiama. Entro. Gli do il foglio per la visita medica.

“Ma lei non è ceco”
(No, ci vedo benissimo, direbbe mio fratello. Comincio anche io a non sopportare questo gioco di parole. Che poi comunque porto gli occhiali.)

“No, sono…italiano.”

“Ah bene, italiano….mi dia la sua cartella sanitaria!”

La cartella sanitaria??? 😀 😀 😀 😀 Scusate ma sono proprio caduto dal pero. Fatto sta che non la avevo, ovviamente, e questo lo ha irritato ancora di più. L’inglese ovviamente non lo mastitcava bene come la suddetta mela, ma alla fine fra un suo bestemmione ceco (spero fossero bestemmioni, altrimenti il ceco sarà dura impararlo bene) e una mia gentile e posata risposta (haha, posata! come quelle rimaste sul tavolo durante la visita!), fra un misuratore di pressione analogico (fico!!!) e uno stetoscopio dell’anteguerra, riesco a farmi fare la visita. Sul tavolo, a fianco delle posate, una decina di sigarette spente.

Dall’altra parte del tavolo, la sua segretaria che, per tutta la visita, non si muove né parla. Pensavo che magari è morta da tempo e nessuno se ne è accorto.

Ad ogni modo, in ufficio mi han detto che è questione di abitudini. In cechia si fuma, e basta (una delle cose che odio in effetti è dover cercare locali con zona non fumatori…ché una legge fica come in Italia in proposito qui non la hanno).

Mia nonna direbbe però che è questione di educazione.

E mo’ godetevi sta vista aziendale và!

Azienda al pascolo

Azienda al pascolo

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