Žižkovská věž

Una delle poche torri che mi mancava da visitare a Praga, era la torre televisiva di Žižkov.

Perché non l’avevo ancora visitata, pur vista la mia passione per le torri? Semplice: il prezzo a mio parere esoso sa sborsare per salire: 200 Kc.

Stavolta però ci sono stato invitato a colazione, quindi perché rifiutare?

La torre è in stile moderno, e infatti è rinomata non solo per essere la più alta di Praga (sì, la Petrinska è più alta, ma solo perché si trova su una collina…) ma anche per essere la costruzione più fuori-stile che si possa “ammirare” nella skyline di Praga. Beh, i gusti non si discutono, e personalmente trovo che abbia il suo fascino.

Sarà per i dieci giganteschi bambini che si arrampicano – ennesima controversa scultura di David Černý – o sarà per le tre separate colonne che la sorregono (ed ospitano ascensori e – presumo – scale). O forse per i livelli che si spingono in fuori, a mo’ di terrazze coperte.

Ad ogni modo, pur non scegliendo la giornata migliore per il panorama (d’inverno potevamo aspettarci questa foschia), colazione e visita sono state piacevoli.

Fra l’altro, pare che per una rapida colazione non serva fermarsi al ristorante ma si possa andare diretti alla piattaforma in alto, dove è presente un bar con macchina del caffé e brioches/dolci.

Informatevi per gli orari di apertura però, quando son passato io il bar era chiuso 😉

 

I circoli del doposcuola

La gestione del doposcuola a Praga – doposcuola che mio figlio è obbligato a fare causa lavoro dei genitori – è un po’ “alla giapponese”.

Gli studenti, fin dalla prima elementare, scelgono alcuni programmi da fare nel pomeriggio iscrivendosi a “krouzek” (circoli) dei più svariati generi. Non è obbligatorio – ché se non hai soldi o voglia puoi stare nell’aula a fare i compiti o giocare alle bambole – ma una possibilità non da poco per far fare qualcosa di diverso ai nostri bimbi.

C’è poi un business che gira intorno al doposcuola, visto che ogni studente paga comunque una quota (di solito semestrale) a volte abbastanza corposa, a seconda del tipo di corso. E dove c’è business, c’è concorrenza, tanto che nel primo mese di scuola ogni mattina e pomeriggio si viene bombardati di volantini di queste associazioni: scacchi, judo, tennis, cucina, taglio e cucito, pittura, musica, floorball, beach volley… ce ne è per tutti i gusti, e per tutte le tasche.

Noi si è andato su sport e cucina, sperando che il figlio vega preso alla scuola di musica l’anno prossimo.

Voi che avete bimbi in Repubblica Ceca? Cominciate a pensarci.

img_20160906_172244 img-20160909-wa0005

La pronuncia conta

Al minuto 20:20, sentite come i presentatori pronunciano Dvořák. Considerando che sono stranieri, lo pronunciano perfettamente. Entrambi.

Ed è giusto che sia così, visto che presentano un concerto classico, si sono informati sulla corretta pronuncia.

Purtroppo i nostri invece fanno spesso volentieri a meno dello sforzo. Quandi “Džeko”, “Dvořák”, “Kucka” ed “Hamšík” avete sentito pronunciare nel modo corretto?
Posso capire quando di tratta della “ř”, certo. E’ difficile pronunciarla correttamente (ma ci si può avvicinare come i presentatori qui sopra). Sulla “ch” può esserci qualche altro problema, vero. Ma tutti gli altri suoni sono suoni presenti nella nostra lingua, o ni parole comuni come “garage” (ž).

Basta volerlo.

Se poi ne avete il tempo, godetevi l’encore al minuto 54: la nostra Julia Fischer (Slovacca di madre) si merita tutta la vostra attenzione ed ammirazione.

 

La fregatura dietro l’angolo

Quella sensazione di doversi guardare attorno,  quel sospetto verso la gentilezza e soprattutto quel rumore di fondo di fregatura ad ogni transazione.

No,  non mi manca la vita a Milano, anzi. E quando vedo che in un negozio in centro (catena Tesco BTW) il cambio EUR/CZK è a un rispettabilissimo 26,50 mi torna la fiducia nella specie umana.

In quella ceca almeno.

image

P. S. Le fregature però esistono anche qui,  non ultime quelle sui cambi, soprattutto in centro e nelle zone turistiche. Fate attenzione.